Una piccola “Pompei” dell’Appennino

Il villaggio risultava essere stato distrutto da un violento incendio e repentinamente abbandonato nel corso del III secolo a.C. Il conseguente crollo delle strutture aveva quindi sigillato l’intero contenuto delle abitazioni, che era costituito da oggetti d’uso comune, da vasellame da mensa e da dolii, da utensili, oltre che da oggetti in ceramica e d’osso di complemento alla tessitura e alla filatura, e questa condizione restituiva così un contesto archeologico di eccezionale valore documentario.