Giù le mani da Monte Bibele! Quando il giornalismo politico è falsificazione e disinformazione…

Archeologia Ambiente

Il Resto del Carlino, 9 giugno 2026, articolo a mezza pagina nelle notizie locali, San Lazzaro e Castel San Pietro, a firma della giovane giornalista Zoe Pederzini.

Titolo: “Monte Bibele, sbagliato escludere Unibo”,

sottotitolo: “L’archeologo Vitali sul sito ora gestito da Arc.a: “Il comitato scientifico aveva portato l’area tra le primizie culturali e turistiche d’Italia”. Segue intervista.

Mi metto nei panni di un comune lettore che legge distrattamente titolo e sottotitolo, bevendosi un caffè al bar. Immagino che gliene possa fregare di meno, ma un pizzico di informazione pseudoculturale, prima di passare alle pagine sportive, non guasta mai. Cosa capisce? Leggendo Monte Bibele, probabilmente sa di cosa si sta parlando, perché è stato a visitare L’Area Archeologico Naturalistica o qualcuno dei suoi conoscenti lo ha fatto, e capisce che nella gestione di quel luogo è stata esclusa Unibo. Sovviene la domanda del comune lettore, non necessariamente letterato: ma cosa è Unibo? Forse leggendo il seguito arriverà a capire che è il nome abbreviato di Università di Bologna e dunque la notizia è che l’Università di Bologna è stata improvvisamente esclusa dalla gestione di Monte Bibele a favore di Arc.a. Ma da chi è stata esclusa? Qualcosa trapela a inizio articolo: “Gestione da Unibo ad Arc.a, una scelta giusta? Queste le domande che si era posta l’esponente locale di Fdl, Elena dall’Aglio”. Con un po’ di arguzia, a fine caffè e prima di passare ad altro, il nostro lettore potrebbe intuire che Fdl (Fratelli d’Italia) lancia una frecciata all’attuale Amministrazione del Comune di Monterenzio (lista civica che non mi sembra costituita da Toghe Rosse), colpevole di avere tolto la gestione ad Unibo per passarla ad Arc.a…Ricordatevi questo passaggio: l’attuale Amministrazione del Comune di Monterenzio, anno domini 2025-2026, e questa è la notizia, ha deciso di togliere la gestione congiunta del Museo Archeologico e dell’Area Archeologico Naturalistica di Monte Bibele all’Università di Bologna e di assegnarla all’associazione Arc.A Monte Bibele.

Per far comprendere meglio la cosa, la giornalista, non si sa bene il perché, intervista Daniele Vitali, promotore e direttore scientifico delle ricerche sul Monte Bibele e del Museo Archeologico di Monterenzio fino al 2010, poi trasferitosi in Francia, con cattedra presso l’Università di Digione e in seguito trasferitosi in Ungheria. Dal 2010 ad oggi sono passati 16 anni e non sono stati anni qualsiasi, perché è in questi anni che è stata prospettata, progettata, finanziata e realizzata con un fondo europeo POR-FESR l’Area Archeologico Naturalistica di Monte Bibele, la cui controversa gestione è oggetto dell’articolo. Dal 2010 la direzione scientifica degli scavi e del Museo è passata allo scrivente, collaboratore storico di Daniele Vitali, professore dell’Alma Mater Studiorum, per capirci Unibo, ovvero Università di Bologna, e progettista, direttore dei lavori e direttore scientifico dell’Area Archeologico Naturalistica, Area che è stata inaugurata nel 2015. Sorge spontanea la domanda: ma perchè la giovane giornalista Zoe Pederzini per l’intervista è andata a pescare fino in Ungheria l’inconsapevole Daniele Vitali e non gli è venuto in mente di interpellare l’attuale direttore di Museo e Parco, Antonio Gottarelli, Professore dell’Alma Mater Studiorum e residente nel più vicino Comune di Bologna?

Se l’avesse fatto, avrebbe potuto evitare di scrivere uno dei più emblematici casi di disinformazione la cui finalità politica non ha avuto scrupolo di intervenire su uno dei più importanti e longevi progetti culturali dell’Appennino bolognese, progetto di cui è riconosciuta l’importanza nazionale ed internazionale e che tutto vuole, meno che essere chiamato in causa, usato, strumentalizzato e gettato nell’arena della finta benevolenza dello scontro politico.

Sì, perché l’inconsapevole lettore, che mi auguro abbia onorato tale scritto non solo con la sua totale indifferenza ma anche con l’infortunio di una bella macchia di caffè a tutta pagina, deve sapere che tutto il contenuto dell’articolo, intervista compresa, dice non solo cose inesatte o totalmente sbagliate, ma raggiunge l’apice di restituire al lettore una informazione giornalistica che rappresenta il completo rovesciamento della realtà. E questo a partire dal contenuto del titolo che recita: “Monte Bibele, sbagliato escludere Unibo”, titolo che insinua una qualche recente esclusione dell’Università di Bologna dalla gestione, quando fin dal 2015 Unibo decise, per propria volontà, di non gestire più Museo e Parco, ma di mantenere la responsabilità scientifica attraverso l’incarico del ruolo di direttore, in quanto suo professore incardinato. E che dire della domanda “Gestione da Unibo ad Arc.a, una scelta giusta?”, quando non vi è stata alcuna scelta per l’uno o per l’altra, ma un passaggio di consegne che vide Unibo nel 2016 approvare e proporre il progetto di gestione rappresentato dall’associazione Arc.a Monte Bibele, fondata appositamente dagli archeologi laureati nella stessa università che avevano per decenni condotto le ricerche sul Monte Bibele, sotto la direzione dello stesso Daniele Vitali?

Dunque Unibo non gestiva il Museo dal 2015, ed è dal 2016 che l’associazione Arc.a Monte Bibele ha avuto in gestione Museo e Parco, su mandato di questa amministrazione (Sindaco Lelli), della precedente (Sindaco Mantovani) e di quella precedente ancora (Sindaco Spadoni). Ma perché allora prendere una tale cantonata da porre al centro della notizia una cosa totalmente falsa? Incompetenza, negligenza o voluta disinformazione?

Se possiamo immaginare un uso strumentale dell’informazione da parte di chi non ha piena conoscenza dei fatti, non può che sorprendere la surreale dichiarazione del sottotitolo da parte di chi i fatti avrebbe dovuto conoscerli bene: “L’archeologo Vitali sul sito ora gestito da Arc.a: “Il comitato scientifico aveva portato l’area tra le primizie culturali e turistiche d’Italia”, che è come dire “quando c’ero io l’area era tra le primizie culturali e turistiche d’Italia”, mentre oggi con Arc.a così non è… Peccato che questo venga detto ben sapendo che, dal 2001 al 2009, l’Area Archeologica di Monte Bibele era stata completamente abbandonata e versava in uno stato di totale degrado e quel Comitato Scientifico di cui parla è stato da me caldamente voluto nel 2016 a conclusione della totale riqualificazione dell’Area, con al tavolo i rappresentanti di Unibo, i funzionari dell’odierno Ministero della Cultura e i rappresentanti del Comune di Monterenzio, e fu proprio quel Comitato, ancora oggi attivo, che approvò il nuovo piano di gestione la cui esecuzione fu affidata all’associazione Arc.a Monte Bibele. Peccato anche che, volendo ora parlare di “primizie culturali e turistiche d’Italia”, Monte Bibele lo sia sicuramente oggi più di allora, essendo oggi inserito nel circuito europeo dei parchi Archeologici Open Air Exarc; essendo il progetto “Archeologia del rito” dell’associazione Arc.a Monte Bibele uno degli otto “adottati” nell’ambito del bando 2021 per la comunicazione strategica e il branding dei progetti di valorizzazione culturale e territoriale promosso dalla Fondazione Italia Patria della Bellezza, impegnata nel sostegno a progetti di comunicazione di iniziative culturali che valorizzano il patrimonio materiale e immateriale del territorio italiano; essendo stati dedicati al progetto Arc.a lunghi articoli su Bell’Italia, nei numeri di Novembre 2023 e Giugno 2024, e non ultimo, essendo stato approvato ad Arc.a un finanziamento PNRR oggi concluso, per un importo di 147.000 euro, destinato alla valorizzazione e messa in sicurezza dei percorsi dell’Area Archeologico Naturalistica di Monte Bibele. Valga infine, la stessa fotografia allegata all’articolo, che mostra un grande raduno, raduno che non si riferisce alle presunte passate “primizie culturali e turistiche”, ma al grande evento dello Yunka Festival di Cammini d’Italia tenutosi nel 2025 sul Monte Bibele e di cui si avrà replica a settembre 2026.

Che dire ancora, a conclusione di questo scritto e a nome di tutti coloro che, per amore di bellezza e verità, hanno continuato a lavorare sul Monte Bibele, senza nulla chiedere e, purtroppo, senza nulla avere da parte di Enti Pubblici, banche, partiti, politici, giornali e giornalisti? Beh, la risposta è una sola: a nome di tutti vi ringraziamo sentitamente per il non disinteressato interessamento…ma se volete saperne di più, veniteci a trovare a Monte Bibele e saremo lieti di offrirvi un’ottima intervista accompagnata da un buon caffè…

 

Antonio Gottarelli

Direttore del Museo Civico Archeologico di Monterenzio

Direttore dell’Area Archeologico Naturalistica di Monte Bibele

 

 

 

 

 

 

Una risposta.

  1. Denise Segurini ha detto:

    Credo sia l’ennesimo ‘indizio’ di un giornalismo talvolta carente: poche, inesatte, erronee, spesso fallaci informazioni che diventano disinformazione. Non tutti i lettori si fan cogliere dal dubbio e approfondiscono. Le rettifiche spesso non ci sono o non vengono lette perche’ relegate a invisibili trafiletti. Comunque sia io son tornata un paio di anni fa con mio marito nel Sito Archeologico Monte Bibele, abbiamo usufruito di una eccellente visita guidata, abbiamo continuato la visita anche al Museo dove ho acquistato alcuni testi per approfondire che ho letto subito con curiosita’. Tutto interessantissimo!

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